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    March 29

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    La morte è la fidanzata della vita.
    Chi deve morire, muore al buio anche se è mercante di candele.
    Più di un uomo opera per un giorno che non verrà mai.
    Solo la morte non serve a niente.
    La nostra vera tomba non è in terra ma nel cuore degli uomini.
    La morte degli altri non ci salva dalla nostra.
    La morte pareggia tutti.
    La morte non guarda calendario.
     La morte recide tutti con la stessa falce.
    Il cadavere del papa non occupa più spazio di quello del sagrestano.
    La morte è una coperta dorata.
    Molti cominceranno ad amarvi quando sarete morti.
     Chi non vuol morire non doveva nascere.
     Viviamo in mezzo a cose che tutte sono destinate a morire.
    Se non conosciamo ancora la vita come possiamo conoscere la morte ?
    Nascere è cominciare a morire
     
    (non ricordo di che blog è)
     
     
    E' spesso nascosto nell'espressione contraria a quella che mostriamo il nostro vero stato d'animo. e mi fa paura, a volte, cogliere una profonda tristezza dietro una fila di denti bianchi che danzano come vecchie lapidi marce esposte al vento. Vorrei fermarmi a quelle risa e non scivolare necessariamente giù per il buio della gola  sino ad ingabbiarmi nei rovi dello stomaco. Vorrei non vedere più del dovuto e non sapere del dolore prima ancora che uno me ne parli. Scrollarmi di dosso la mia fottuta sensibilità, che agli occhi dei superficiali, sarà sempre indice di superbia e vittimismo.
     
    March 26

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    La mia storia senza fine con lo sport, sempre più in basso
    alle elementari giocavo nella squadra di pallamano della scuola, andammo in finale nel torneo studentesco, mi chiese la società di altamura se volevo giocare nella loro squadra ( i grandi giocano in A), i miei dissero di no, nessuno mi poteva portare. Per due anni non ho fatto altro k pensare alla pallamano, ma nella mia testa c'era anche un altro sport: l'atletica. Sempre alle elementari, negli ultimi due anni, corsi delle gare di corsa campestre, una la vinsi e le altre arrivai tra le prime dieci, una società di acquaviva mi chiese se volevo entrare nel loro gruppo, per l'inizio era un'ottima società, ma i miei dissero no, non mi potevano portare. Ho fatto pattinaggio artistico x qualche mese perchè ci andava mia sorella, ma l'ho sempre odiato. Hanno voluto mandarmi a nuoto e io lo odiavo, anche lì c'era mia sorella, 2 in 1 e porta a casa. Sono arrivata al 2° brevetto, dopodichè mi sono totalmente rifiutata di continuare, che ci andasse lei, quello non era il mio sport. Mi ha voluto far fare per forza pallavolo e le avevo sempre detto che lo odiavo, l'ho fatto, l'ho accontentata, ma quello non ho mai capito perchè lo voleva con tanta insistenza, un suo sogno? poi finalmente ho saputo di una società di calcio femminile che si era appena aperta, sono in 3° media, entro in squadra, sono la più piccola, la più inesperta, le altre hanno 20,30 anni ,ma mi alleno ,ci credo. L'anno dopo chiudono la squadra nel mio paese e alcune si trasferiscono in una squadra di acquaviva, altre nel bari, altre in altre società. La Nuova Bari mi dà ospitalità nel suo settore giovanile insieme a barbara, ma i miei dicono di no. Portarmi a Bari? ma stiamo scherzando? andare a passaggio con Barbara? che scherzi? che figura farebbero?. Gioco un anno nell'acquaviva, tra liti perchè una volta ogni due settimane gli toccava dare loro il passaggio alle altre per ricambio.
    Quest'anno niente, si è vero c'è la spalla, ma chi voglio ingannare? mi avevano riproposto di giocare nella Nuova Bari che milita in A/2, Barbara in un anno era passata dalle giovanili in prima squadra, giocare in A/2 nazionale, un sogno per me. Avevo pianificato tutto, tra pulman e tram, ce l'avrei fatta. Ma loro no, come sempre, no.Che senso ha giocare allora con il dolore in una squadra che nn ha motivazioni, che gioca tanto per hobby, io nn faccio niente per hobby. Ora sono al punto di partenza, ma peggio di prima, continuo a giocare con i miei amici come quando avevo 5 anni, ma ora c'è l'amarezza per tutto quello k ho perso, c'è il dolore per qualcosa che non sono io a non voler curare. Siete bravi a parlare, io la riabilitazione la voglio fare, ma voi mi volte portare? Sono dipendente dal mezzo e non vedo l'ora di arrivare a 18 anni, prendere la patente e poter fare quello che voglio. Voglio avere l'opportunità di volare, ma per voi si vola solo con lo studio.
    In tre anni di chitarra, ho chiesto solo due volte a mio padre di venirmi a prendere e una volta di portarmi, la prima volta k mi doveva venire a prendere disse k nn si ricordava dov'era e gliel'avevo spiegato circa 100 volte, la seconda volta se ne era dimenticato e gliel'avevo detto 100 volte, quando mi doveva portare arrivò a casa con 20 min di ritardo perchè doveva fare qualcosa di più importante prima. Quando gli ho detto che lui non mi aveva mai dimostrato affetto, gli ho chiesto perchè quando ero piccola nn ha mai giocato con me e non si è mai interessato alla mia vita, mi ha risposto con due schiaffi che mi han fatto volare per terra e x i segni sul volto ho dovuto mentire e dire k ero caduta in bici. Da quel giorno ti ho sempre odiato, mi hai passato la passione x il milan, ma odio guardare le partite con te, mi da fastidio ogni singolo tuo commento. Mamma è buona, ha sempre cercato di aiutarmi, ma lei non può essere due, non mi ha mai risparmiato punizioni quando ero piccola, ma le sue avevano un perchè e una risposta. Le tue no. Devo subire la tua mentalità, quella di tuo padre e quella di tuo fratello e tua sorella. Devo sentire le critiche e incassare. Mi ridete dietro e io a forza di pensare che la palla è la vostra testa mi son fatta muscoli forti alle gambe, le braccia han deciso da sole, la mente è chiusa in un mondo da cui c'è uscita, ma mancano 3 anni.
    Voglio volare via.
    Datemi una risposta a tutto questo, ve la chiedo, credete che io non ho sofferto, credete che io non soffra a guardare i miei sogni volare via, sogni per i quali avevo avuto l'opportunità di volare.
    Perchè mi avete chiusa in un vicolo cieco? Io non voglio studiare, non voglio prendere duecento titoli per poi arrivare in alto in qualche società sportiva e vedere quei giovani che lottano per le opportunità che gli son state date, soffrirei troppo.
    Avete voluto così, ora vedo solo il militare, perchè ho bisogno di una linea continua, ma ho anche bisogno di volare e fare sport.
    Perchè lo sport è da sempre la mia vita.
    March 21

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    Tutto è iniziato da questo maledetto blog, anzi, da quando ho deciso di chiuderlo.
    Il declino è incominciato così, ma le basi già c'erano. Avevo radici interiori che si sfogavano qui, l'ho chiuso perchè credevo di aver trovato una persona che mi potesse realmente aiutare dato che questo è il suo mestiere. Mi sbagliavo, mi son detta che era un 'occasione per vedere se riuscivo a continuare basandomi solo su me stessa, non ce l'ho fatta. Guardavo internet con disprezzo ,odio, e lo faccio ancora oggi. Ma sono legata a questo mondo, aspetto mail che non arrivano, controllo freneticamente tutte le caselle di posta che ho sparse per il web. Poi un giorno, una sera ho fatto quello che non avrei ma immaginato di fare. Non posso essere stata io, invece è tutto vero. Si, ci soffro, so cosa ho perso e so che non lo avrò mai più, mai. Non ho mai voluto così bene a una persona, ero più legata a te che a mia madre. Non ce la faccio più di sentire le persone che mi parlano, mi dicono di sorridere e sono felici. Oggi non so perchè, mia madre improvvisamente mentre eravamo a tavola  si è girata e ha detto " I giovani che si uccidano non hanno un cervello, poverini non ragionano più, non hanno una mente". Avrei voluto risponderle, dirle che non è vero, che il cervello ce l'hanno e che vivono la vita molto più intensamente degli altri. Ma ho preferito stare zitta, non voglio paternali, non sopporto più nessuno. Tanto ormai è un'estranea, il mio mondo lo vivo qui, le uniche risposte che do a lei sono "normale" " come sempre" . E ieri ,mamma ,mi ha dato fastidio quando hai detto che i problemi dei giovani non sono come quelli dei grandi, che siamo una massa di viziati. Non tutti, mamma. Per voi contano solo le malattie che si operano, non ci sono solo quelle. C'è la malattia che prende il cervello e non basta una pillola per integrare una sostanza stabilizzante. C'è la malattia silenziosa che ti prende "quando non ti è più chiara la via" e allora devi sperare che qualkuno se ne accorge e ti salva, perchè tu non parlerai mai. Io avevo avuto fortuna, avevo trovato il mio angelo, ma le ho spezzato le ali. Lei avevo fatto il primo passo, io ho cercato di fare il secondo raccontandole la mia storia, la mia anima che crede di non capire. sai mamma, in questi giorni è capitato molte volte di trovarci sole io e te, volevo parlarti, raccontarti di me, ti guardavo prendevo coraggio, ma ogni volta qualkosa mi bloccava. E' stato bruttissimo. Sei ingenua mamma, della mia stessa ingenuità che ha fatto iniziare tutto ed è da questa ingenuità che ti volevo preservare, mio angelo. Ho letto libri, statistiche, riflessioni, non ho mai pianto, ma non sono stata più felice.
    Ti ho voluto bene, ti voglio bene, te ne vorrò sempre.