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April 19 autolesionismoFinalmente ho capito cos'ho... forse adesso posso cercare di uscirne anche perchè con l'arrivo dell'estate tutto diventa più difficile e la terapia x la spalla nn mi aiutaquesto è x informare anche voi AutolesionismoUn fenomeno più comune di quanto si creda L'autolesionismo viene in genere definito clinicamente come il tentativo di causare deliberatamente un danno al proprio corpo, lesionandosi in modo di solito abbastanza grave da provocare danni tessutali. Si tratta di una vera e propria patologia, indicata da alcuni con il termine Deliberate Self Harm Sindrome ("Sindrome di auto-ferirsi intenzionalmente"), da altri Complex post-traumatic stress disorder (Disturbo post traumatico da stress o PTSD), Repetitive Self-Harm Syndrome (Sindrome da auto-lesionismo ripetuto) oppure Multiple personality/dissociative identity disorders (Disturbi di personalità multipla/identità dissociativa o MPD/DID). Molti di questi individui si definiscono semplicemente "Cutters" (Tagliatori) ed alcuni chiamano quello che fanno SI o self-injuried (auto-lesionismo).
Ci si vergogna di ammettere di essersi volutamente feriti, per paura di non essere capiti, di essere giudicati negativamente ("Sei una sciocca”, “Vuoi solo attenzioni") o addirittura relegati immediatamente nella categoria pazzi. Invece non c'è nulla di cui vergognarsi, sia perché gli autolesionisti non sono pazzi, sia perché tale fenomeno è più comune di quanto si creda, in forma patologica e non. Il fumo, l'assunzione di stupefacenti, il rosicchiarsi le unghie, l'affamarsi e poi abbuffarsi e vomitare, l'imporsi esercizi ginnici fino allo sfinimento possono considerarsi forme poco manifeste, ma molto subdole del fenomeno. Una recente statistica fa ammontare 5% chi soffre di tale disturbo. Tutta la popolazione ne è coinvolta, indipendentemente dall'età, dal grado di istruzione e dalla classe sociale; le donne risultano le più colpite. Molti degli autolesionisti tendono ad essere perfezionisti, incapaci di gestire e di manifestare verbalmente intense emozioni. Non si piacciono, odiano il proprio corpo e possono avere gravi sbalzi d’umore. È possibile che abbiano subito abusi sessuali o violenza psicologica nell’infanzia, ma non è un carattere predominante.
Imparato a gestire il dolore interiore in questo modo, ci si abitua, non potendone più fare a meno. («Improvvisamente la mia vita sembrava maneggevole. Potevo controllare il dolore, e seppi che nessuno poteva ferirmi più di quanto io potevo ferire me stessa. Ero anche orgogliosa di poter essere così forte! Questo mi fece sentire meglio di come mi sentivo da lungo tempo»). Qualche mito da sfatare: l'autolesionista non è un pericolo per la società: la violenza è sempre e solo rivolta verso di sé, mai verso altri. Né ritratta di un individuo pericoloso per se stesso: al contrario delle credenze comuni l'autolesionismo non è un tentativo di suicidio, quando un modo di affrontare la vita. È una patologia curabile tramite terapia farmacologia allo scopo di diminuire lo stress, ma risulta fondamentale anche l'integrazione di una terapia psicologica per capire il disagio profondo che si nasconde dietro l'autolesionismo. Raramente è richiesto il ricovero ospedaliero, se non nei casi più gravi dove sono necessarie continue somministrazioni di farmaci. L'autolesionista non è un pazzo, non è uno sciocco, non è un violento verso gli altri, non è un immaturo. L'autolesionista è semplicemente una persona che cerca giustamente di scaricare lo stress, avendo trovato un modo errato per farlo. April 18 Un urlo rosso sangueDal libro "Un urlo rosso sangue" di Marilee Strong
<Ancora quella sensazione. Ti svegli e vedi sangue sulle lenzuola e sul tappeto. Libri e pezzi di carta sparsi in tutta la stanza. Mobili rotti. Quel pizzicore familiare sulle braccia, sul torso. La faccia è sbavata di rosso. Stava andando così bene: tredici giorni dall'ultima volta. Ti senti intorpidito, confuso, mezzo ubriaco, stupido. Hai appena le forze per alzzarti: non mangi da tre giorni e hai perso molto sangue. Che cosa stai cercando di dimostrare? La cameriera entra e vede i fazzolettini macchiati di sangue sul pavimento, ti guarda non è sicura di capire bene. Cerchi di ricotruire esattamente quello che è successo durante la notte... Hai lavorato fino a tardi, volevi uscire e rilassarti, divertirti. Non c'era nessuno. Sei andato all'enoteca, hai comprato da bere, ti sei seduto nella tua stanza, ascoltando la tua musica preferita, violenta e deprimente. Ti accorgi che qualcosa, dentro, sta traboccando. Ti sembra di essere sul punto di esplodere da un momento all'altro. Ti si riempiono di lacrime gli occhi, cominci a piagere. Il pianto si trasforma in grida, lamenti, urla. Cerchi di trattenerti. Cominci a prendere a calci la porta. Butti la roba in giro per la stanza, fuori dalla finestra. Non riesci a calmarti. Non sai neppure che cosa ti abbia ridotto in questo stato. Ti pianti le unghie nella pelle del polso. Non senti niente. É come se stessi guardando un film su qualcun'altro, non sei tu. Ti togli la camicia, ti guardi allo specchio. Odio, disgusto, frustrazione, rabbia, rimorso. Quasi come in un rituale, senza nemmeno pensare a quel che fai, prendi la lametta... sangue che gocciola. Ci sfreghi su qualcosa di antisettico, lo rifai, fino a quando sei calmo, soddisfatto. Spalmi sangue in giro. É brutto, ma il sangue è reale, è umano, ti fa sentire bene! Al tempo stesso, provi dolore, te lo meriti. Lo racconti a qualcuno. Ti dicono che sei un manipolatore, che cerchi attenzione. Ci credi. Serve solo a farti stare peggio. Alcuni pensano che tu sia malato, o matto. Poche persone capiscono ma sono ancora troppo preoccupate, scioccate dalla cosa. Qualcuno pensa che tu abbia tendenze suicide. Non è vero. Tagliarsi non è un modo per cercare attenzione. Non è una manipolazione. É un meccanismo per affrontare i problemi, punitivo, gradevole, potenzialmente pericoloso, ma efficace. Mi aiuta a sopportare le forti emozioni che non so come gestire. Non ditemi che sono malato, non ditemi di smettere. Non cercate di farmi sentire in colpa, mi accade già. Ascoltatemi, sostenetemi, aiutatemi. April 13 okforse avrei dovuto dare delle spiegazioni del mio gesto, forse dovrei dare delle spiegazioni sul perchè il mio sangue ha rincominciato a scorrere.
Ok lo faccio, anche se la mia mente non vuole più far niente.
Da principio ok.
Ho bloccato tutti i miei contatti (tranne i compagni di classe) dal 12 marzo al 27 marzo ,circa.
Mi sembra ingiusto che il motivo l'ho spiegato solo a una persona, anche se da stasera sono diventate due. Non posso raccontare tutto, ma vi dico le linee generali come ho fatto con la persona di stasera.
Chi realmente mi conosce, conosce anche la mia instabilità interna anche se non ne sa i motivi. Non sono mai riuscita a controllare me stessa, almeno non apparentemente e questo ha influito notevolmente sulla mia ultima pazzia. Avevo stretto un rapporto di amicizia più forte del normale, o almeno più forte del raporto che avevo con gli altri miei amici. Non ero in grado di gestirlo, mi sentivo oppressa, obbligata a comportarmi in un certo modo per non deluderla. Quello che ho fatto quella sera l'ho già scritto nel mio primo intervento dopo che ho riaperto il blog. Automaticamente, per scappare da una situazione per me difficile, ho bloccato tutte le persone che potevano centrare con lei, ad alcuni nn ho detto niente, ad altri ho detto che ero un haker e mi chiamavo Marco ed era un anno k prendevo in giro tutti, sono brava a fingere perchè c'han creduto. I primi giorni mi sentivo forte e capace di farcela, dopo 3 giorni ho capito la cazzata che avevo fatto e non sapevo più come tornare indietro, nn si poteva. Ho passato due settimane da schifo, al pari di quando morì mia nonna e nn sto esagerando e nn mi sento in colpa a paragonare gli eventi perchè per me è stato realmente così e non credo che nessuno possa giudicare questo. Poi ho chiesto scusa, non pretendevo che nessuno mi riaccettasse e non lo pretendo ora. C'è chi ha sorvolato, chi ha voluto provare con questo a consolidare le basi rischiando e chi non ha sopportato il dolore che gli avevo inflitto e ha deciso, giustamente, di non parlarmi più.
Il mio sangue scorre, come scorre la mia vita tra le mie mani che non riescono più a reggerla.
Vi chiedo scusa, anche se so che non basta. wild boysBuon giorno!
chi vi scrive è stata appena catturata dalla musica anni '70 quindiii WILD BOYSSSSSSSSSS twisttt
Ritmo travolgente, non è la solita canzone, è musicaaa DURAN DURAN lallalalala
Techno arretrato, pavimento che trema, emozioni, sorrisi che volano tra le note rimbombanti: questa è vita, una vita che noi non conosciamo eppure è stata la vita dei nostri genitori.
Avete mai provato a mettere mina-tintarella di luna o una compilation anni '70 mentre i vostri sono nei paraggi? L'effetto è sorprendente. Mia madre ballare? un'utopia. Invece era qui che si esibiva in tutta la sua classe. Stupenda. Scopri che ,uao, anche lei è stata giovane! E la immagini ballare in un locale e ti chiedi se la conosci veramente o no. Ma le varie generazioni si conoscono? NO.
Bene, allora scaricatevi wild boys-duran duran e poi ne riparliamo.
Buona giornata.
(si, una settimana e un giorno)
Wild Boys(Duran Duran)
Wild boys, wild boys, wild boys Wild boys Wild! (wild) Boys! (boys)
The wild boys are calling on their way back from the fire In august moons surrender to a dust cloud on the rise Wild boys fallen far from glory, reckless and so hungered On the razors edge you trail because theres murder (murder) By the roadside in a sore afraid new world
They tried to break us, looks like theyll try again
Wild boys.. never lose it Wild boys.. never chose this way Wild boys.. never close your eyes Wild boys.. always shine
You got sirens for a welcome, theres bloodstain for your pain And your telephone been ringing while youre dancing in the rain Wild boys wonder where is glory where is all you angels Now the figureheads have fell? And lovers war with arrows over secrets they could tell
They tried to tame you, looks like theyll try again
(chorus)
-
(chorus) (chorus) (chorus) Traduzione
I ragazzi selvaggi stanno chiamando Mentre si allontanano dal fuoco In agosto la luna si arrende All’arrivo di una nuvola di polvere I ragazzi selvaggi sono caduti lontano dalla gloria Incauti e così arrabbiati Vi trascinate sulla punta del rasoio Perché c’è stato un omicidio sul bordo della strada In un nuovo mondo doloroso e pauroso Hanno provato a spezzarci, Sembra che ci proveranno ancora I ragazzi selvaggi non hanno mai perso I ragazzi selvaggi non hanno mai scelto questo/ di agire così I ragazzi selvaggi non chiudete mai gli occhi I ragazzi selvaggi sono sempre eccellenti Avete sentito le sirene di benvenuto Sanguinate per il vostro dolore E il vostro telefono suona mentre State ballando sotto la pioggia I ragazzi selvaggi si chiedono dove sia la gloria, Dove siate tutti voi, angeli Ora le facce sono cadute E gli amanti si combattono con le frecce Possono svelare segreti Hanno provato ad ammansirvi Sembra che ci proveranno ancora I ragazzi selvaggi non hanno mai perso I ragazzi selvaggi non hanno mai scelto questo/ di agire così I ragazzi selvaggi non chiudete mai gli occhi I ragazzi selvaggi sono sempre eccellenti April 10 dunlopI love NAPOLI
I love il suo POPOLO
il perchè devo ancora capirlo, perchè mentre ero in fase di meditazione, mi han cosigliato per il mio futuro di non pensar molto se no mi si fa la ruga sulla fronte e devo farmi il lifting e le creme x le rughe . Dovrei pensarci ormai, quindi da oggi, dato che sono vecchia, posso permettermi il lusso di non pensare e aspettare che lo facciano altri per me.
Quindi da oggi divento menefreghista e spettegolona. Non mi ispira questa prospettiva però. Quindi sto in silenzio per sempre, disattivo la mente e arrivederci.
Oggi, quando ancora pensavo, ho immaginato la mia vita in un ospedale psichiatrico. Ora il punto è: cosa devo fare per farmi ricoverare? Tanto da ricovero sono, quindi faccio un'azione più significativa e le porte si spalancheranno a me.
Il dio del manicomio è quiiiiiii
ah dimenticavo
FORZA NAPOLI ( simpatizzo sia chiaro, unica vera fede MILAN) April 08 I want it all & I want it nowSignor Ministro della Difesa,
mi permetta di prendere rispettosamente la libertà di esporvi quanto segue, e di sollecitare per vostra benevolenza lo sforzo necessario al rapido disbrigo della pratica. Sono in attesa della chiamata alle armi, ho 24 anni e sono sposato con una vedova di 44 anni, la quale ha una figlia di 25 anni. Mio padre ha sposato tale figlia. Quindi attualmente mio padre è diventato mio genero, in quanto ha sposato mia figlia. Inoltre, mia nuora è divenuta mia matrigna, in quanto moglie di mio padre. Mia moglie ed io abbiamo avuto lo scorso Gennaio un figlio. Costui è quindi diventato fratello della moglie di mio padre, quindi cognato di mio padre. Ed inoltre mio zio, in quanto fratello della mia matrigna. Mio figlio è dunque mio zio. La moglie di mio padre a Natale ha avuto un figlio che quindi è contemporaneamente mio fratello in quanto figlio di mio padre, e mio nipote in quanto figlio della figlia di mia moglie. Io sono quindi fratello di mi o nipote, e siccome il marito della madre di una persona è suo padre, risulta che io sono padre della figlia di mia moglie e fratello di suo figlio. Quindi io sono mio nonno. Spiegato ciò, Signor Ministro, la prego di volermi concedere di essere esentato dal servizio militare, in quanto la legge impedisce che padre, figlio e nipote prestino servizio contemporaneamente. Fermamente convinto della vostra comprensione, la prego Signor Ministro di accettare i miei più distinti saluti. P.S.: Per la cronaca, il ragazzo in questione è stato riformato per "stato psichico instabile e preoccupante e turbe mentali aggravate da un clima familiare molto disturbante". Favola nel mondo dei cioccolatini: E vissero per sempre felici e ... fondenti April 06 un fantomatico viaggioIeri mentre attraversavo il sottopassaggio della ferrovia a Bari, ho visto una donna che cercava disperatamente informazioni; ero vicino a lei e ho sentito che aveva perso un pullman e adesso stava cercando di tornare a casa in treno. Non so perché, ma automaticamente ho iniziato a fantasticare sulla sua storia e ho creato un racconto. Premetto che questa storia è inventata, quindi la povera signora non c’entra niente, mi è solo servita da spunto. Mi sono basta sulla mia vita ,sui miei orari e sulle informazioni su Napoli che gentilmente miss Anji mi ha fornito. Chissà forse un giorno succederà anche a me…
Ore 7:30 Bene, sono pronta, ho tutto. Esco di casa come un lampo; a mio marito ho detto che andavo tutto il giorno in centro a Bari con amiche, speriamo bene.. Ore 7:50 Finalmente è arrivato il pullman. Abito a 20 km da Bari e ogni mattina mi tocca prendere questo affollatissimo, maledetto pullman. Ore 8:15 C’era un po’ di traffico per strada, ma finalmente sono arrivata. Alle 9:00 ho l’altro pullman, le amiche sono solo una scusa, vado a Napoli. Avevo promesso a un’amica conosciuta in internet che sarei andata a trovarla ,muoio dalla voglia di poterla vedere, toccare; non riesco ancora a metter a fuoco ciò che sta accadendo oggi.. Ho programmato tutto, speriamo bene. Ore 9:00 E’ arrivato il pullman, lampeggia la scritta “Napoli” e mi vien da sorridere. Ci vogliono 3 ore di viaggio per arrivare, una noia mortale. Leggo un po’, ma sono troppo stordita, per l’agitazione stanotte non ho dormito neanche 4 ore.. Il pullman è quasi pieno, di fianco a me c’è una ragazza giovane, mi sorride. Mentre entriamo a Napoli un’imbecille ci taglia la strada, il conducente frena e due persone che erano in piedi volano per l’urto, non so come hanno fatto a non farsi niente, tremendo. Ore 12:00 Arriviamo in stazione ( lì si ferma sto maledetto pullman), chiedo alla ragazza che avevo accanto se mi sa indicare la metro, è gentile, mi indica dove comprare i biglietti e a chi chiedere informazioni, la ringrazio. Ore 12:10 Ok ce l’ho fatta sono in metro, direzione:“Piazza Cavour”; è qui che mi son data appuntamento con questa ragazza, ah, dimenticavo, si chiama Sonia. Ore 12:20 Esco dalla metro e aspetto che mi venga incontro, non so orientarmi in questa città, rischierei di perdermi. Eccola, la vedo arrivare; è con due amiche, sorride: sono nell’imbarazzo più totale. La saluto, non so come muovermi, cosa fare; è vero, le ho parlato tante volte su MSN, ma ora tutto è diverso. Vorrei essere sciolta come lo sono in quel mondo, ma qui è più difficile. Ore 12:30 Decidiamo dove andare, possiamo fare solo un breve giro lì vicino perché tra 1 ora mi parte il pullman del ritorno. Toccata e fuga. Siamo tese tutt’e due, qualche parola l’abbiamo detta, ma avrei voluto poter parlare con lei per ore e ore… Ore 13:10 E’ tardi, devo tornare indietro se no rischio di perdere il pullman e l’altro è alle 17:00, ma arriva alle 20:00 ed è troppo tardi, stasera devo andare a una cena da amici, devo sbrigarmi. Naturalmente ,dato k vado di fretta, sbaglio strada e mi tocca tornare indietro; corriamo verso la stazione della metro, ci salutiamo…brutto, perché?Non voglio... Scendo di corsa le scale della metro k sono ripidissime e per poco non arrivo giù rotolando dato k sono nervosa e soffro di acrofobia. Ore 13:20 Il treno non arriva, maledettoooo. Aspetto 5 minuti prima che si decida ad arrivare e quando arriva dopo 50 m dalla stazione c’è un blackout, ma si può essere così sfigati??? Altri 2 min fermi prima di ripartire. Appena arrivati in stazione mi catapulto fuori dal treno e rincomincio a correre, le persone mi guardano male, forse credono k ho appena scippato una vecchietta e sto scappando, tutto può essere. Arrivo davanti la stazione ferroviaria, giusto in tempo per vedere il pullman che dovevo prendere svoltare l’angolo. Oh cazzooo. Inizio a corrergli dietro in mezzo al traffico, tra macchine k suonano e motorini k fanno lo slalom, niente da fare. L’ho perso. Mi fermo come un’idiota in mezzo alla strada, sguardo perso, crisi di panico e voglia di piangere e chiamare casa. Non so cosa fare, devo tornare a casa. Il pullman delle 5 è tutto pieno, l’ha detto prima il conducente. La chiamo, chiamo Sonia, avevo bisogno di sentire qualcuno che conoscevo, mi sentivo persa. Entro in stazione vado al centro informazioni e chiedo se ci sono treni per Bari nelle prossime 3 ore. Naturalmente non ce n’è neanche uno, però posso andare fino a Caserta e poi prendere una coincidenza per Bari. Il problema è che nel treno per Caserta c’è posto, mentre l’eurostar che arriva da Roma è pieno; dato che è un’emergenza il tizio della ferrovia decide di aiutarmi e mi fa comunque un biglietto ,ma normale ,e quando arriverà il treno a Caserta mi toccherà implorare il conducente di farmi salire comunque e pagherò la differenza. E’ l’unica opportunità che ho, faccio i biglietti. Ore 13:45 Mi precipito al binario dove sta per partire il treno per Caserta. Salgo a bordo e cerco un posto. Ma cacchio può essere che non c’è una donna in tutto il treno? Tutti uomini, chi fuma, chi ascolta musica araba a tutto volume… meglio rimanere in piedi vicino alla porta. Ore 15:00 Il treno arriva finalmente a Caserta. Volo giù e cerco qualcuno a cui chiedere informazioni dato che era troppo per loro segnalare su un qualche schermo da che binario partiva il treno per Bari. Trovo una gentile ferroviera o come si dice, le spiego il caso e mi indica il binario. Corro il più veloce possibile da un binario all’altro. Arrivo finalmente e scopro che il treno ha un ritardo di 20 min… annamo bene… Mi siedo su una panchina, non c’è un cane in stazione. Dopo 5 min arriva un uomo di colore, si siede vicino a me e mi fa:” Do you speak English?” gli dico che lo parlo, ma non bene. Si presenta e mi dice di chiamarsi Smith e abita a “London city”, mi presento e per passare un po’ di tempo ( dato k dobbiamo prendere lo stesso treno) iniziamo a parlare (sempre in inglese). Gli parlo di ciò che faccio nella vita e lui fa lo stesso, è un ingegnere informatico e lavora per la Microsoft ( azz e chi l’avrebbe mai detto??), viaggia molto per lavoro, sa parlare un po’ di italiano, spagnolo e tedesco. Mi dice di aver vissuto in Austria, Grecia e Irlanda oltre k Inghilterra; adesso sta facendo un “holiday” tra Italia e Grecia, è stato a Milano, Firenze, Roma, Napoli e adesso sta andando a Lecce, domani sarà a Bari. Iniziamo a parlare del malfunzionamento dei trasporti italiani, ma ammette che l’Italia è comunque stupenda (eheh) poi finalmente arriva il treno, ci salutiamo e a mai più (anche se mi dispiace). Ore 15: 35 Salgo sul treno e raggiungo la vettura principale, busso e i macchinisti del treno mi dicono di aspettare lì e parlare con il controllore. Rimango così ad aspettare in piedi mentre guardo il treno sfrecciare sulle rotaie, praticamente sono nella vettura motrice. A Benevento i macchinisti si scambiano e arrivano altri due, stessa storia anche con questi. Aspetto in piedi 3 ore e poi quando ormai mancavano solo 5 min alla stazione di Bari, quel pirla del controllore arriva e sono costretta a raccontare di nuovo la bella storiella e pagare un sovrapprezzo di 25 euro per aver viaggiato in piedi e per essere arrivati con 40 min di ritardo…bella l’Italia… Ore 18:55 Scendo dal treno, non ci credo, sono a Bari!!! Dio esiste… ho perso il treno per casa, era alle 6:50 e il bello è k potrei anche chiedere il rimborso del biglietto alla ferrovia x il ritardo..ma chi se ne frega, come se questo ora è importante. Corro verso la stazione dei pullman, di solito ce n’è uno alle 7:15, ma naturalmente oggi è soppresso, dato k devo essere sfigata, sia fino infondo.. Ore 19:05 Bene devo aspettare per forza il pullman delle 7:45 e io devo essere pronta per la cena entro le 8:45, ottimo direi… Vado in un bar e compro una bottiglietta d’acqua, è l’unica cosa che assumo in tutta la giornata, è da ieri pomeriggio che non mangio e bevo; l’agitazione era troppa per pensare a mangiare. Ho tutto il tempo per riflettere sulla giornata di oggi mentre aspetto, e sono felice, felice come lo sono stata poche volte nella mia vita, sarei pronta a rifarlo anche domani. Ore 19:45 Il pullman arriva e partiamo. Ma può essere che becco sempre vicino i soliti ragazzini stupidi con la musica da discoteca sul telefonino a tutto volume?? Ho la testa che mi scoppia e una voglia immensa di sbattergli la testa sul finestrino finchè non la smettono, in cambio loro iniziano anche ad intonare i cori degli ultras del Bari. I’m very very very happy… Ore 20:30 Arrivo finalmente e inizo a correre verso casa, dire che oggi vado di corsa è poco… Ore 20:35 Sono a casa, mio marito mi chiede perché sono tornata così tardi, gli dico che ho perso per sbaglio il pullman e ho dovuto aspettare questo. La scusa regge, mi cambio e per le 8:45 sono pronta; si, sono un razzo. Ore 20:50 Salgo in macchina e sorrido, uao ce l’ho fatta. Ho dovuto prendere un integratore per restare in piedi ,ma ci sono. Ore 23:00 Torniamo dalla cena, non potevo comportarmi meglio, grande serata per chiudere in bellezza la giornata. Mentre mi coccolo tra le coperte penso “ ma l’ho veramente vissuta questa giornata?”. Non riesco a crederci, ma sono felice, tanto felice; ho potuto vederla e dimostrare a me stessa che esiste veramente che è un essere umano e ciò ora può sembrare stupido, ma prima credo che mi confondevo. L’ho toccata e avrei voluto abbracciarla e non staccarmi più da lei. Bene, ora devo solo pensare a quando ripetere il tutto, pazza vero? Pazza di felicità.
Frase stupida del giorno:"vorrei rasare al suolo la mia camera" R." Si, preferisci farlo con il silk epil o con la ceretta?!" XD credo di aver bisogno di dormire..povera mente..ità. April 04 mmmSarà che negli ultimi tre giorni sono stata due volte in chiesa, ma mi ritrovo spesso a pensare se quello che sto facendo è giusto, faccio bene a non credere in Dio o no?
Quando entro in chiesa mi vien il nervoso, vedere tutte quelle persone sorridenti, mi sembra un'ipocrisia; ma i bambini mi fanno sorridere, è bello vedere le mamme che cercano di tenerli calmi e loro che si ribellano, è stupendo.
Ieri allo spettacolo sulla "Passione di Cristo" prima di iniziare han fatto sentire la voce di Papa Giovanni Paolo II, mi veniva da piangere, lui mi manca, ma lei di più. Era la stessa voce di quando ho sentito l'ultima volta la nonna, una voce stanca, trascinata, quasi incomprensibile. Ho risentito la sua voce, le parole che mi ha detto quell'ultima domenica e mi manca, vorrei poterla chiamare ancora e immaginarla lì. E mi sento uno schifo, se il paradiso esiste e lei mi ha guardata da lassù... faccio schifo, ho fatto cose da immaturi, mi sento sporca. Scusa nonna, scusami, scusa la mia mente, scusa.
Vorrei poterti abbracciare e baciare un ultima volta, la vita è ingiusta. April 02 buon annoLe leggi sono utili perchè aiutano ad essere trasgressivi.
(cit. Maria)
2/04/07 ore 14:08
Oggi ,anche se il calendario nega, è il primo gennaio, quindi BUON ANNO!!!
tra una sett + o - arriva la befana, preparate le calze, non quelle che usate la sera sulla superstrada, sapete quelle rosse e carine, non le calze a rete rosse sia chiaro.
NEVER MIND
THE BOLLOCK
HERE'S THE
SEX PISTOLS
questo è quello k c'è scritto sulla mia maglia ora, per i più ignoranti, "sex pistols" è un gruppo rock..
Vi lascio, vado ad accendere le lucine colorate sull'albero. |
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