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July 30 i morti non sono assenti, sono invisibili (sant'agostino)Dal libro "Gomorra" pag.129
"Il boss viene ammazzato o arrestato, ma il sistema economico che ha generato rimane: non smettendo di mutare, trasformarsi, migliorare e innescare profitto. Questa coscienza da samurai liberisti, i quali sanno che il potere, quello assoluto, per averlo si paga, la trovai sintetizzata in una lettera di un ragazzino rinchiuso in un carcere minorile, una lettera che consegnò a un prete e che fu letta durante un convegno. La ricordo ancora. A memoria:
Tutti quelli che conosco o sono morti o sono in galera. Io voglio diventare un boss. Voglio avere supermercati, negozi, fabbriche, voglio avere donne. Voglio tre macchine, voglio che quando entro in un negozio mi devono rispettare, voglio avere magazzini in tutto il mondo. E poi voglio morire. Ma come muore uno vero, uno che comanda veramente. Voglio morire ammazzato."
Don Giuseppe Diana, morto ammazzato dalla camorra nel 1994
Era il 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, quando mani ignote con quattro colpi di pistola Sul sagratodella Chiesa, pensavano di chiudere la bocca a Don Peppe Diana, il prete coraggioso come fu definito dalla stampa in quei giorni. Ma in realtà da quel giorno la voce di Don Peppe, il suo insegnamento e le sue parole, hanno riecheggiato ancor di più. Il suo testamento spirituale è senz'altro il documento contro la camorra "per amore del mio popolo" scritto insieme ai sacerdoti della Forania di Casal di Principe.
July 12 ideeCiao blog,
mi dispiace ma non so più cosa scriverti, forse perchè considero la felicità un elemento effimero e quindi non la ritengo alla tua altezza. Mi sento quasi in colpa per non poterti più parlare, come quando si tradisce un amico. Tu eri il mio supporto virtuale, il mio diario di viaggio, in te lasciavo messaggi perchè non mi sono mai arresa, ma non avevo neanche il coraggio o la voglia di chiedere aiuto. Ti vorrei far partecipe della mia vita attuale, ma odio gli interventi che fan solo perdere tempo.
Non ti voglio lasciare blog, mi sono affezionata a te e ai miei lettori, anche quelli che non conosco per via msn.
Dobbiamo trovare una nuova via, un nuovo stile di vita. Mi sento come quelle coppie di sposi in crisi che vanno a fare la terapia di coppia...
Chiediamo anche noi aiuto e ci affidiamo alle mani di chi legge?
Perchè un blog è un diario sempre aperto al mondo.
Kenghi e A Alta Roda vi chiedono aiuto, per la prima volta. July 10 Per un attimoJuly 07 ben tornata kenghiDio sono viva!
perchè ho dovuto aspettare così tanto tempo per riuscire a gustare di nuovo la vita?
perchè oggi mi son sentita padrona della mia vita
padrona dei miei sentimenti, padrona del mio essere mi son sentita IO come non mi sentivo da quasi due anni o più
la vita è favolosa, perchè volevo sputare su tutto questo?
è stato stupendo, è stato stupendo poter stare con te
poterti abbracciare e tenerti per qualche minuto con me
è stato stupendo tornare a ridere, mi sto riappropriando della mia vecchia vita
torno me
si, avete ragione quando mi dite "Ben tornata"
forse sto davvero tornando e non me ne voglio andare mai più
un grazie immenso a chi ha reso questo giorno per me indimenticabile
e a chi renderà i prossimi allo stesso modo indimenticabili,
basta vivere no?
Un sogno...
July 06 Le note dell'albatesto: Ciro Cacciola Tratto da: Urban n.59 Giugno (mensile distribuito gratis nelle più grandi città italiane)
Napoli 5.00 a.m.
Alle cinque del mattino di questi tempi, se ti fermi, spegni le luci, la radio, le voci, i motori, la fretta ecco, la intravedi. L'alba. Quella della città che non si ferma mai. Quella della città come non l'hai mai vista... Ciascuna diversa, nessuna come le altre. L'alba che fa freddino. L'alba che quasi già ti riscalda. No, non l'alba che parietta. Albachiara, forse. Albazzurra, albachiara... Ti punge vaghezza? A Napoli la prima cosa che vedi all'alba è il profilo del vulcano. Poi guardi a est, oppure a ovest, dipende, e cerchi il mare. Non sempre lo trovi. Il mare non bagna Napoli, scrisse Anna Maria Ortese. Dappertutto no. L'alba però ci bagna. Sempre. Di brina, di brezza marina, di umidità. Di luce. Di bellezza. L'alba di un fine settimana a Napoli è confusa, un pò stanca. E l'alba di una domenica è sporca. Di rifiuti lasciati per terra. Di sudore e profumi eccessivi. Del sapore di un rossetto alla fragola. Di strada, i camion della spazzatura non sono sotto scorta. Le volanti della pulizia sono in piena attività. Troppo tardi. Il tappeto di cartacce è già il sintomo di un grosso party. Quello del sabato sera. Night fever. Electro Casbah. Chemical Bros. All'alba il lungomare davanti agli alberghi è ampio, l'asfalto dinanzi al Castel dell'Ovo sembra più lavico, e i gabbiani se la spassano in cielo, interra e in ogni dove. Tra gli scogli pieni di lattine, di vetri non differenziati, e di gatti, qualcuno ha appena smesso di fare l'amore. Sui ribaltabili, defilato nel vuoto della Rotonda intitolata al signor Diaz, qualcuno ha appena iniziato a fare l'amore. A casa sua, luci basse, in chat, qualcuno è ancora in cerca di sesso. E mica solo a Scampia, no, a quest'ora, magari pure a Posillipo, qualcuno ha intenzioni di furto con scasso. Alle cinque del mattino di Napoli il parcheggio alle falde del Maschio Angioino, il castello duecentesco sul fronte del porto, si riempie di fiori, piante e fiori. Rose rosse per te. Camelie per la signora. Ortensie. Limoni di sorrento. C'è il mercato, il mercato dei fiori. I colori che brilllano con il passare dei secondi. Felici di appassire. Alle cinque del mattino hanno chiuso la musica in discoteca. D'estate non c'è il Velvet, l'after cultoso e ultra trendy, Che fai? che fame! D'estate alle cinque del mattino corri a prendere cornetto e cappuccino, oppure pizzetta e caffe, oppure... Chi si è "calato" cerca di riprendersi. Chi ha sniffato cerca ancora qualcosa, o qualcuno, da fare. Energia? Alle cinque del mattino, quasi cinque e mezzo ormai, il lungomare di via caracciolo non ha ancora voglia di andare a dormire. se guardi il mare, sei tra la città e Capri, tra i gialli napoletani, i rossi pompeiani, i grigi più moderni, e il blu. Il blu del mare e del cielo. Il blu che non è più notte. Il blu che ti assale quando si spegne anche l'ultimo lampione. Il blu che diventa blues. O jazz. O qualcosa di mezzo.Un trans. Un travestito e il suo bel ragazzo passeggiano mano nella mano. A quest'ora... Non ci sono campane ,per fortuna, non ancora. I rumori della città sono quelli dei motori che ci portano a casa, o in giro, o già al lavoro. Il verde scamarcio della villa comunale, real passeggio oggi appannaggio del popolo, sbuffa nel vento. E allora,in un momento quasi di quiete, il sax lo senti . Lo senti con certezza. E non è un disco di Miles Davis che esce fuori dal finestrino di un auto. E non è il sogno di una notte anzi, di un'alba di mezza estate. C'è una melodia. C'è un sax. C'è un uomo che ci soffia dentro. Come se il mondo non esistesse. Come se al mondo ci fosse solo lei, l'alba. Cesare Settimo suona il sax. Quando esce fuori dai locali dove organizza rassegne, concerti, festival, oppure dove suona lui stesso, all'alba, certe albe, non tutte, Cesare se ne viene a mare, vicin' 'o mare, sugli scogli del lungomare, in compagnia del suo sax. (... ....) Cesare porta a Napoli il jazz. L'alba che suona jazz è un'alba di Napoli. Un'alba possibile. Un'alba a sorpresa: per chi passa, per caso, scolta, si ferma. Per i pescatori che rientrano polpi alla mano... Le cinque del mattino. 5 o'clock in the morning. Se sai che è il titolo di una canzone dei Village People forse devi correre ai ripari. Se invece nelle prime luci del caos albeggiante e lontano da tutto quello che ti aspetta il giorno dopo sogni la voce di Erykah Badu materializzata senza annunciazione accanto a Cesare Settimo sul muretto di via Caracciolo, allora puoi restare ad ascoltare. Sei sul quarantunesimo parallelo. Da un lato Napoli, dall'altro New York. In mezzo: le note di un sassofono jazz.
![]() Shot at 2007-07-05 (per questioni di spazio è stato tagliato un piccolo pezzo dell'articolo) July 04 buon dìOi blog,
mi son piaciuti questi giorni, anche se mi sei mancato
mi son sentita viva, giovane, libera
e non mi capitava da tanto tempo
ho capito che posso cambiare, ma sinceramente mi adoro così
devo solo imparare a reagire quando c'è bisogno per non sfociare in crisi inutili
ho visto e imparato più cose in questi 5 giorni che in un intero mese...
ei blog stavo pensando di rinnovarti il look, dato che è estate pensavo a colori più allegri
vedremo cosa si può fare..
devo anche smettere di leggere i miei soliti libri ,anche se li amo
"Alice: i giorni della droga" mi ha colpita, è una storia vera di una ragazza che per caso prende una dose di LSD
e alla fine non ne esce più e muore di overdose, questa ragazza aveva la mia stessa età..
poi c'è "Tutto il pane del mondo" ,anche questa è una storia vera, parla di una donna che da piccola perde il padre e subisce abusi sessuali, poi da ragazzina diventa anoressica e ,in seguito,bulimica...
quest'ultimo me l'aveva consigliato la psicologa e sinceramente non capisco il perchè,
questa di me non aveva capito niente..
mi mancano ancora un 5 libri del genere, poi prometto che leggo libri più leggeri
dò a voi il compito di suggerirmene alcuni
variare fa bene
Bjius galera
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