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September 29 Ti sentoCos'è la felicità o per meglio dire, esiste la felicità?
Non credo, la felicità è un utopia
sembra di averla raggiunta ma è solo un elemento effimero
noi la felicità non la conosciamo.
Ti sento-Ligabue
Ti sento nell'aria che è cambiata
che anticipa l'estate e che mi strina un po' io ti sento passarmi nella schiena la vita non è in rima per quello che ne so ti sento nel mezzo di una strofa di un pezzo che era loffio ed ora non lo è più io ti sento lo stomaco si chiude il resto se la ride appena ridi tu qui con la vita non si può mai dire arrivi quando sembri andata via ti sento dentro tutte le canzoni in un posto dentro che so io ti sento e parlo di profumo t'infili in un pensiero e non lo molli mai io ti sento al punto che disturbi al punto che è gia tardi rimani quanto vuoi qui con la vita non si può mai dire arrivi quando sembri andata via ti sento dentro tutte le canzoni In un posto dentro che so sempre io oh oho oh oh io ti sento c'ho il sole dritto in faccia e sotto la mia buccia che cosa mi farai September 26 SocrateReaders,
contemplate, perchè il passato è l'oggi.
«O ateniesi, io vi onoro e vi amo, ma devo obbedire a dio prima che a voi e, quindi, fino all'ultimo respiro, fino a quando avrò vita, non abbandonerò la mia missione di filosofo, non cesserò di esortarvi e ammmonirvi (chiunque voi siate), nel modo mio solito»; direi, per esempio: «O a me carissimo tra gli uomini, cittadino di Atene, della città più gloriosa e più grande del mondo, della più famosa per sapienza e nobiltà, non ti vergogni di curarti delle ricchezze perché siano sempre più grandi, come le tue ambizioni e i tuoi onori, di non darti pensiero né della tua saggezza né della verità, né dell'anima tua, per farla migliore?» E se qualcuno di voi me lo smentisse e mi assicurasse, invece, che si cura di queste cose, io non lo lascerei a se stesso, non lo abbandonerei, ma gli starei dietro, interrogandolo ed esaminandolo e se lo vedessi millantare una virtù che, in effetti, non possiede, lo rimprovererei aspramente di trascurare le cose che veramente valgono e di tenere in gran pregio, invece, quelle di nessun conto. Così mi comporterei, con i giovani e con gli anziani, con chiunque io mi imbattessi, stranieri o compatrioti, ma soprattutto con questi, che io sento più vicini a me per legame di sangue. Perché questo mi ordina dio, sappiatelo, ed io penso che nessun bene maggiore sia mai venuto alla mia patria di questa mia obbedienza al suo comandamento.
Questo è, in fondo, quello che faccio: cercare di persuadervi, giovani o vecchi che siate, a non prendervi troppa cura del corpo e dei beni materiali prima che della vostra anima perché divenga migliore, di dirvi che non dalla ricchezza nasce la virtù, ma che dalla virtù deriva, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l'individuo come per gli stati. ... se poi vi dico che proprio questo è per l'uomo il bene maggiore, ragionare ogni giorno della virtù e degli altri argomenti sui quali mi avete udito disputare e far ricerche su me stesso e sugli altri, e che una vita che non faccia di cotali ricerche non è degna d'esser vissuta: s'io vi dico questo, mi credete anche meno. Eppure la cosa è così com'io vi dico, o cittadini; ma persuadervene non è facile. September 22 stopBuon sabato,
vorrei fermarmi senza ripartire
guardare il mondo cambiare senza interagire con esso
vorrei star fuori dal mio corpo per capire chi sono
osservare senza toccare
"Don't touch"
vorrei capire di cosa è fatta l'aria
cosa impedisce di muoversi
cosa impedisce a un sogno di realizzarsi?
forse è solo il nostro Io in obliquo
c'è quindi un ostacolo, inverti la marcia
fermati
scendi
vivi.
September 20 tic-tac...Salve blog,
è da un pò di tempo che non ti scrivo.. ma tra la scuola e gli allenamenti tutte le sere, il tempo libero è limitato se non nullo..
Credo che tu sia la mia opera più grande per il momento, si perchè dubito di aver dato molto a questo mondo
dicono che c'è tempo per tutto, tempo per crescere, tempo per lottare, tempo per riposarsi
ma dov'è tutto questo tempo?
io non lo so
vorrei solo poter ragionare
September 11 Fifa Women's World CupCalcio femminile: coppa del mondo Partite trasmesse dal canale satellitare "Eurosport"
Lunedì 10/9: 14:00 Germania-Argentina live 19:15 Germania-Argentina
Martedì 11/9: 11:00 Stati Uniti-Rep. Dem. Della Corea live 13:00 News 14:00 Giappone-Inghilterra live 16:00 News
Venerdì 14/9: 11:00 Svezia-Stati Uniti live 14:00 Inghilterra-Germania live
Martedì 18/9: 11:00 Germania-Giappone live 13:00 News 14:00 Nigeria- Stati Uniti live 17:30 News 18:15 News
Mercoledì 19/9: 14:00 Brasile-Danimarca
Domenica 23/9: 11:00 quarti di finale live
Mercoledì 26/9: 14:00 semifinale live
Giovedì 27/9: 18:15 semifinale
Venerdì 28/9: 18:30 semifinale
Domenica 30/9: 14:00 finale live 20:00 finale September 09 101 anni e 100 nipotiBuona domenica readers!
stamattina stavo riflettendo su una notizia che mi è arrivata tramite il servizio di news per e-mail che offre google..
vi riporto l'articolo
(ANSA) - WASHINGTON, 5 SET - Compleanno felice per un centenario della Florida: ha festeggiato i suoi 101 anni applaudito da 100 nipoti. Cleve Dixon, il cittadino piu' anziano di Riviera Beach, in Florida, ha avuto 11 figli. Ciascuno di loro ne ha a sua volta generato un numero analogo. Il risultato e' stato questo: al barbecue per i suoi 101 anni, nonno Cleve ha avuto la fortuna di avere alla sua festa tutti i suoi cento nipoti.
Ma quanto spende il nonno per fare un regalo per il compleanno e uno per natale a tutti questi nipotini?
Mettiamo il caso che prende due cavolate ognuna da 5 euro, vengono 500 euro per i compleanni e idem per natale, quindi una spesa totale di 1000 euro ad anno per i regali ai nipoti (sperano che non festeggino anche l'onomastico!).
Mettiamo il caso che invece siamo un figlio del caro nonnino e abbiamo 11 figli e 89 nipoti.
Possiamo sempre comprare una cavolata da 5 euro per i nipotini con un totale di 445 euro a festa, quindi moltiplicato per due viene 890 euro; ma almeno ai tuo figli devi comprare qualcosa di più costoso, con una spesa di 20 euro viene 220 euro a festa e quindi un totale di 440 euro annui. Sommando nipoti e figli il conto per spese di compleanni e natale ad un figlio del caro nonnino viene: 440+890= 1330 euro (escludendo anche qui onomastici e altre feste tipo epifania and co.).
Ma a questo barbecue quanto avranno speso in cibo per sfamare un minimo di 124 persone?
Meglio fermarsi, questi calcoli iniziano a farsi paurosi...
September 07 Cervello: chi ha occhi blu e' piu' intelligente(ANSA) - WASHINGTON, 21 ago - Uno studio rivela che le persone con gli occhi azzurri sarebbero piu' intelligenti di quelle con gli occhi scuri. Secondo una ricerca dell'universita' di Louisville, nel Kentucky, esisterebbe un 'legame ancora non esplorato fra il colore degli occhi e l'apprendimento'. Quelli con gli occhi azzurri sarebbero migliori pensatori e strateghi, e la prova starebbe nel successo in attivita' che richiedono abilita' strategiche e di pianificazione, come il golf o gli esami. Embè, si sapeva già che sono un GENIO , e questa è una delle tante prove September 04 meninos de rua “Le parole non riescono a rappresentare la realtà della povertà,
non fanno sentire gli odori, non mostrano il viso delle persone”
Prendi un sorriso, regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango. Prendi una lacrima, passala sul volto di chi non ha mai pianto. Prendi il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa lottare. Scopri la vita raccontala a chi non sa aprirla. Prendi la speranza e vivi nella sua luce. Prendi la bontà e donala a chi non sa donare. Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo. Mahatma Gandhi
Adima Cassab Fadel è educatrice a Rio de Janeiro.
Voglio dirvi qualcosa sulla realtà in Brasile e soprattutto a Rio de Janeiro dove noi ci troviamo a lavorare con i bambini di strada. La nostra città, come tutto il Brasile, soffre molto la violenza. Com'è questa violenza oggi? I ricchi sono chiusi nelle loro case. Sono prigionieri della loro ricchezza, perché hanno paura di quei poveri che hanno prodotto. Noi tutti viviamo in una realtà violenta. Perché? Perché i ricchi, sempre più ricchi, sono esenti da tasse, tasse che noi dobbiamo pagare. Per darvi un'idea vi dico che l'1% dei ricchi possiede il 13,9% della ricchezza, mentre il 50% dei più poveri ne possiedono il 12%. In Brasile muoiono 51.6 bambini ogni mille nati. Il 41,9% della popolazione brasiliana è povera. Di questi ben 16 milioni sono miserabili. Ogni bambino nasce con un debito estero di milioni di dollari. E li dobbiamo pagare. Ma non riusciamo a pagare neanche la metà degli interessi. Il primo punto critico è la riforma agraria: non l'abbiamo fatta e penso che non la faremo. Ogni giorno molti contadini vengono espulsi dalla terra. Si trasferiscono nelle grandi città speranzosi che ci sia lavoro per tutti, assistenza sanitaria, scuola, ma non c'è niente per nessuno di loro. Questa gente si trasferisce in periferia o dentro le città, nelle favelas, dove, in baracche di tre metri per quattro vivono intere famiglie, e queste accolgono le nuove affinché possano costruirsi in un fazzoletto di terra la loro baracca. Cosa accade in questa nuova situazione?
L'uomo è stato educato a badare alla sua famiglia, a dare loro il necessario; la donna e i figli lo guardano, aspettano. La situazione è difficile e il padre è il primo a non sopportarla. Non sopporta d'essere disoccupato e di non poter far niente per la sua famiglia. Allora la abbandona per trovare un'opportunità di lavoro. In pratica, scappa da una situazione che non riesce a reggere: non tornerà più. La madre rimane sola con i figli, magari incinta. A questo punto incarica il più grande ad andare in città e a procurarsi il denaro per il pane, il latte... Così un bambino di nove, dieci anni vive di lavori umili, in genere come lustrascarpe, lavorando tutto il giorno. Se alla sera ritorna dalla madre senza soldi, questa, nervosa, lo sgrida e lo picchia. Non sono rari i casi in cui in queste famiglie viene a convivere un uomo nuovo e, non essendo il padre del bambino, manca il vincolo affettivo. E sovente anche questo lo picchia per avere il denaro.
Questa situazione rimane tale finché il bambino dice: "basta!", e non fa più ritorno a casa. Perché dovrebbe tornarci? non c'è affetto per lui. E inizia l'esperienza di rimanere per la strada e scopre tre cose: può sopravvivere; quello che guadagna è tutto per lui; scopre la libertà e a questa non vi rinuncerà più. Ecco creato il bambino di strada! Ma nella strada cade nelle mani di altre forze, la principale è la droga, il narcotraffico. Ha bisogno della droga per poter andare avanti. Comincia con la colla. Poi deve mantenersi. Non sempre ha la forza per lavorare. Così chiede la carità o ruba. Impara un'aggressività verso gli altri. E quando questo si realizza, sopraggiunge il castigo: la società si arma contro di lui. Molti vi trovano la fine della loro vita per l'intervento degli squadroni della morte, spesso mandati da commercianti perché danno fastidio e rubano. Perché il bambino di strada sta dov'è il commercio, lo si trova dove circola denaro contante. Altra violenza è quella fatta sui bambini che non vivono nella grande città ma devono iniziare subito a lavorare. Recentemente ho visto su un giornale la foto di una bambina di cinque anni col ciuccio in bocca e un machete che tagliava la canna da zucchero.
Ma ce ne sono tanti altri di sette, otto anni che lavorano nelle carbonaie. Un giorno questa violenza avrà il suo ritorno dalla società, la società darà una risposta alla violenza che fa un bambino: sarà il giorno che deve morire. Questa è un'ingiustizia che grida forte dentro di noi che viviamo vicino a loro. In favelas un bambino di nove, dieci anni guadagna cinque volte di più della mamma che lavora tutto il giorno. Perché da noi il salario minimo è di cento dollari, ma un bambino, solo per fare da palo ai narcotrafficanti guadagna 5 o 6 salari. A 12 anni, se prepara i pacchettini della droga, guadagna da 8 a 10 salari. A 14 anni, se spaccia, guadagna 15-16 e una pistola. I più coraggiosi si guadagnano un fucile AR15 e dai 20 ai 30 salari per fare da guardie del corpo ai loro capi. Non arrivano ai 22 anni. Ho vissuto in favela cinque anni. E ho visto tutti i giorni passare dei cadaveri di bambini lungo un piccolo canale. Chi mai saprà della loro morte? Rio de Janeiro conta otto milioni di persone, circa la metà vive in favela. In ogni favela c'è il narco traffico.
Abbiamo da poco iniziato a lavorare in una parte della città, in un luogo diverso da dove abbiamo fin'ora operato. E siamo andati a conoscere le comunità delle favelas. E abbiamo capito che sette delle otto favelas visitate appartengono ad una fazione di narco trafficanti chiamata "Comando vermelho" (comando rosso), mentre una appartiene alla fazione denominata "Terço comando" (terzo comando). Ne consegue che noi non possiamo chiamare i bambini di tutte le favelas e invitarli a venire da noi, perché un bambino del "Terço comando" non può stare assieme ad uno del "Comando vermelho". E anche noi dobbiamo capire a quale fazione apparteniamo, seppure non abitiamo in quelle favelas. Perché se faccio qualcosa che può nuocere al mio "comando", il capo di quest'ultimo mi può ordinare che per quel giorno non si fa scuola, i bambini vengono spediti a casa e si chiude, per quel giorno, la scuola. Quel poco che riusciamo a dare lo trasformano in voglia di vivere. I poveri non hanno bisogno di tanto. Quel poco che riescono ad avere, senza bisogno di cercare le infinite ricchezze, fa la loro felicità. Queste cose non si vivono solo a Rio de Janeiro, ma in tutto il terzo mondo. Questo è quanto vi posso raccontare.
Ma voglio aggiungere che avere da voi questa solidarietà, ma soprattutto questa presenza insieme a noi, ci da la forza di continuare, ci fa capire che non è tutto perso, che nel mondo è possibile avere un luogo dove le persone si possono incontrare, possono amare, possono vivere e fanno crescere la speranza.
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